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TRUCCO CROMATICO

Accanto al tatuaggio classico, ormai a tutti noto, negli ultimi anni se ne è affermato un altro, che, per finalità, si definisce in vari altri modi, a seconda della casa produttrice che la fa propria, denominandola TRUCCO o MAKE-UP PERMANENTE, SEMI-PERMANENTE, TRUCCO PERMANENTE CROMATICO e così via. Di fatto in qualunque modo la si possa chiamare, la tecnica è sempre la stessa: MICROPIGMENTAZIONE e può essere eseguita in una o più sedute. In Italia è stato diffuso da Brunella Federzoni, estetista, che a sua volta l’aveva appresa a Parigi, nel 1984 da Carole Frank. A differenza dell’altro, il trucco semipermanente, come amo meglio definirlo, nel rispetto delle sue peculiarità, utilizza un’apparecchiatura tarata in modo tale che l’ago, piccolissimo, possa scorrere a varie velocità sino a 0,3 mm, basandosi sulla scarificazione superficiale della cute, anziché sull’iniezione dermica o transdermica del “colore”. Quest’ultimo, inoltre è dato da pigmenti ipoallergici, tanto da poter essere utilizzati anche sul viso, sulle palpebre, sulle sopracciglia, sul contorno labbra, e forniti in una vasta gamma di colori adattabili ai vari tipi di pelle, secondo le varie esigenze. La sua affermazione in campo estetico è comprensibile, data la sua capacità tecnica di risolvere in modo duraturo (per anni) determinati inestetismi difficilmente trattabili altrimenti. Pensiamo al disagio della signora “condannata” all’uso della matita cosmetica, facilmente eliminabile, per nascondere la parziale o totale mancanza delle sopracciglia, priva di fare un tuffo a mare o di lasciarsi accarezzare per il timore di ritrovarsi con un “look a metà”. Con questa tecnica è possibile correggere cromaticamente in modo semipermanente anche altri inestetistmi riguardanti la forma delle labbra (anche leporine) ed il contorno occhi. Per il tipo di pigmento usato, per lo più a base di ossidi minerali, glicerina, alcool etilico o isopropilico, nonché per la superficialità del tratto, esso tende a sbiadire fino a scomparire col passare del tempo. Ciò costituisce un pregio per la tecnica, in quanto permette all’operatore di intervenire col passare del tempo; può essere eseguito in una o più sedute con ritocchi che rispettino i mutamenti del volto. Sono indispensabili studi su possibilità e limiti tecnici, norme igieniche, colori, loro possibilità di mescolanza, architettura del viso, rispetto dell’armonia e del buon gusto.

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